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Registrare musica non è poi una cosa tanto semplice
come può sembrare a prima vista. Non basta armarsi di
un solo microfono, magari comprato all'esselunga, attaccarlo
a un registratore e premere il tasto REC. Certo, questa è
una operazione che si può anche fare, ma il risultato
poi quale sarà? Chiunque si è cimentato in una
registrazione casalinga sa bene di quanto poco professionale
sia il prodotto che ne esce fuori.
Registrare in uno studio professionale comporta tante cose.
Vediamole a una a una:
PIANIFICAZIONE DEI LAVORI
E' fondamentale per prima cosa pianifcare il lavoro da svolgere
in corrispettiva del risultato che si vuole ottenere. Bisogna
quindi capire fin da subito quali e quanti saranno gli strumenti
da registrare e quanto tempo gli si potrà dedicare in
fase di registrazione. Rispetto alla qualità che si vuole
raggiungere e ai mezzi a dispozione, il fonico cercherà
di dare una stima del tempo che si impiegherà a registrare,
tenendo ovviamente conto del numero dei brani da registrare.
Le incognite sui tempi saranno date dalla più o meno
preparazione dei musicisti.
Se lo studio di registrazione lo permette, vi sono poi due metodologie
di lavoro:
1. La presa diretta: tutti i musicisti suonano contemporaneamente,
e vengono registrati mentre suonano.
2. La registrazione a tracce: ogni singolo musicista suona il
suo strumento a parte, utilizzando le tracce guida o le parti
già suonate dagli altri musicisti.
Ognuno dei due metodi ha i suoi pro e i suoi contro.
Nella registrazione a presa diretta, sicuramente quello che
ne esce fuori maggiormente è il feeling tra i musicisti
e il loro saper suonare: più sono bravi, più la
loro musica sarà portatrice di emozioni. La registrazione
a presa diretta, però, spesso e volentieri non ha una
qualità eccelsa (certo, per colpa anche del fonico e
del materiale utilizzato), per via del fatto che i musicisti
devono potersi sentire mentre suonano, e quindi il più
delle volte sono tutti nella stessa stanza, e possono perciò
esserci registrazioni "sporche". Un buon fonico, in
ogni caso, è capace di limitare al massimo tutti i possibili
"danni".
La registrazione a tracce, invece, permette una qualità
decisamente migliore, ma costringe i diversi musicisti ad suonare
ognuno per conto proprio, avendo ben in mente la propria parte
da suonare. A volte le registrazioni a tracce possono sembrare
"prive di anima", ma questo è dovuto solamente
alla poca preparazione da parte dei musicisti.
CREAZIONE DELLE TRACCE GUIDA
Una volta scelti i brani da registrare, i musicisti (o chi
per essi) preparano le tracce guida per la registrazione. La
qualità in questi casi non è ricercata, quel che
serve è poter dare a una idea chiara della struttura
del brano e del suo tempo. Per prima cosa quindi si sceglierà
la velocità del brano (bpm). Dopo di che, seguendo la
velocità del brano, il chitarrista e il cantante (oppure
il pianista/tastierista e il cantante), registreranno la canzone
cercando di far risaltare i passaggi imporantanti e fornendo
in questo modo la struttura. E' buona cosa, per i musicisti,
arrivare in studio sapendo già a quale bpm il brano viaggerà
e avendo già studiato tutte le parti da registrare. Meno
tempo si passa in studio per le piccole cose, MENO SI SPENDE!
LA REGISTRAZIONE
Anche in questo caso può sembrare che la fase di registrazione
sia una cosa semplice: "metti un microfono e si registra!".
In verità non è proprio così, perchè
ogni strumento ha bisogno di un certo tipo di microfono per
poter avere la registrazione migliore. E il posizionamento stesso
del microfono, la sua vicinanza alla fonte sonora e la sua inclinazione
rispetto a quest'ultima, possono determinare la registrazione
di certe frequenze rispetto ad altre, ed una presenza del suono
rispetto all'ambiente della stazna in cui è registrato.
Al fonico di sala (a volte coadiuvato da un assistente di studio)
spetta il compito di scegliere i microfoni da utilizzare e il
loro posizionamento: nella ricerca della qualità, si
può perdere diverso tempo per il posizionamento dei microfoni!!!
Una volta posizionati i microfoni, il fonico dovrà fare
i livelli dei suoni, e fatti questi dovrà preoccuparsi
di far avere in cuffia al musicista il click del brano e la
sua traccia gudia, cercando il livello ottimale affinchè
il musicista possa sentirsi suonare e allo stesso tempo possa
sentire quanto mandato in cuffia.
Nella cura della registrazione è possibile che il fonico
non faccia solo uso dei canali del mixer, ma si serva anche
di strumenti quali compressore e noise gate, per ottimizzare
il suono registrato. Nella mandata cuffie al musicista, in più
occasioni il fonico avrà la necessità di mandare
un riverbero assieme al segnale che sta registrando, ma che
sia solamente d'ascolto; dovrà fare questo per aiutare
il musicista a trovarsi a suo agio e quindi a fare la sua performance
migliore. E' importante che il fonico eviti di registrare il
riverbero, e che quindi questo sia solo d'ascolto, perchè
altrimenti in fase di mixaggio non avrebbe più modo di
controllarlo e scegliere quello migliore.
La preparazione dei musicisti sarà il punto che determinerà
la velocità del lavoro da svolgere. Se i musicisti dovranno
rifare più e più volte la loro parte per errori
o per trovare l'enfasi migliore, allora sarà maggiore
il tempo passato a registrare. E' possibile che avvengano registrazioni
perfette senza errori, così come è possibile che
avvengano registrazioni quasi perfette, con giusto un cosa fuoriposto.
In quest'ultimo caso, sarà possibile per il musicista,
risuonare solamente la parte incriminata, grazie a una sovraincisione.
Al fonico spettarà il compito di far ascoltare il ritorno
macchina (cioè quanto registrato) al musicista, così
che lui possa suonare sopra la sua stessa parte, e poi entrare
in registrazione nel "punto giusto"; con la moderna
tecnologia di registrazione digitale, poter sistemare le parti
sovraincise è piuttosto semplice, mentre anni fa, con
la registrazione in analogico, su nastro, stava alla bravura
del tecnico riuscire a far sì che la sovraincisione non
venisse notata all'ascolto.
EDITING
Una volta registrati tutti i suoni, bisognerà che il
fonico faccia un po' di pulizia delle varie tracce. Ovvero dovrà
togliere tutti quei rumori registrati involontariemente, sistemare
le parti sovraincise in modo che non si sentano "tagli",
e nel caso siano state fatte diverse versioni di una stessa
parte (un assolo, un cantato, ect...), dovrà scegliere
la performance migliore, in accordo con gli artisti o il produttore.
Questa fase può richiedere più o meno tempo, a
secondo della qualità che si vuole raggiungere, ma è
fondamentale affinchè si riesca ad avere una registrazione
pulita e veritiera di quanto fatto.
MIXAGGIO
Nella fase di mixaggio, il fonico dovrà lavorare sull'equalizzazione
di ogni traccia, aggiungedovi compressore, noise gate, e quant'altro
faccia risaltare le frequenze utilii al risultato finale. In
accordo con gli artisti o il produttore, sceglierà il
livello di ogni traccia tra ognuna di loro, e quindi utilizzerà
ambienti ed effetti vari per "colorare" il suono.
L'attenzione del fonico rispetto a questa fase è molto
importante, perchè rispetto alla sua bravura tutto quanto
registrato potrà essere esaltato e quindi poter essere
apprezzato nella sua forma migliore; nel caso contrario, potrà
rovinare e quindi rendere "Inaccettabile" il lavoro
finale. Come nelle altre fasi di lavoro, maggiore sarà
il tempo dedicatovi e migliore potrebbe essere la qualità:
ma in questa fase, è utile che il fonico lavori riposato
e con "le orecchie fresce", affinchè possa
essere più oggettivo possibile.
La fase di mixaggio terminerà con la creazione di un
MASTER dal quale poi ricavare il materiale finale.
MASTERING
Una volta completato il mixaggio, si potrà passare alla
fase di mastering. Il più delle volte il mastering viene
affidato a uno studio diverso da quello dove è stato
registrato il lavoro. Questo per far sì che un altro
fonico, con quindi un ascolto diverso, possa lavorare sul brano
senza essere influenzato da un possibile criterio fattosi durante
la fase di registrazione. In diversi casi, il mastering viene
comunque effettuato dallo studio dove si è registrato.
Il mastering consiste in un lavoro di equalizzazione, compressione
ed editing del master. Al fonico che lavorerà sul master
toccherà il compito di farlo suonare su diversi "ascolti",
ovvero diverse casse, diversi altoparlanti, e trovare la situazione
migliore affinchè suoni bene ovunque (nello stereo di
casa, in macchina, in bagno, nella radiolina, in cuffia... ect).
Inoltre sarà necessario far sì che ogni brano
sia allo stesso livello di pressione sonora degli altri registrati,
e che vengano create le tracce pronte per la stampa (qiuindi
coi "fade in" e i "fade out" giusti, e i
silenzi all'inizio o alla fine di ogni traccia). Il mastering
potrà valorizzare o peggiorare il Master, ma ovviamente
non potrà migliorare quanto in partenza è negativo.
STAMPA
Il lavoro finito solitamente viene consegnato su un cd audio.
E' possibile richiedere altri supporti, ma è buona cosa
parlarne prima con lo staff dello studio per verificare se ha
la possibilità di offrire altri supporti.
A fine lavoro è anche possibile richiedere un back-up
di tutto il materiale registrato, anche se solitamente questo
rimane di proprietà dello studio. La creazione del back-up
può richiedere una certa quantità di tempo, a
seconda delle esigenze, per cui è buona cosa parlarne
con lo staff dello studio prima della conclusione dei lavori.
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